domenica 16 marzo 2008
Il trucco c'è, ma non si vede
Francesco Freda è un truccatore cinematografico che ha lavorato, tra gli altri, con Germi, Scola, Antonioni, Wilder. In questo video, realizzato assieme a Marco Fallisi, racconta se stesso e i suoi cinquanta anni di attività, a fianco dei personaggi che hanno scritto la storia del cinema italiano.
sabato 15 marzo 2008
La nuova veste della carità: lo stagismo militante
Aiutare le persone in difficoltà ha un suo prezzo. Non solo in termini di impegno, tempo e amorevolevole dedizione, ma anche di denaro sonante. Da oggi il volontariato si fa con il listino prezzi alla mano.Il piacere di aiutare il prossimo si paga: è la formula ideata da alcune organizzazioni che offrono, dietro retribuzione, viaggi in cui i partecipanti contribuiscono al progetto in cui chiedono di essere inseriti.
L’idea che le buone azioni siano un lusso che poco ha a che vedere con l’umanità e molto con la farcitura del portafoglio, può essere frutto di due diverse suggestioni: una vagamente radical chic, che rimanda all’idea caricaturale di una beneficenza che profuma di Chanel n 5; un’altra più calvinista, per la quale il capitale è il segno tangibile di una predestinazione messa al servizio del prossimo. Non per nulla, la nuova frontiera del volontariato è nata in paesi anglosassoni.
C’è chi i soldi li investe in un master e c’è chi preferisce guadagnarsi un’esperienza sul campo.
Messa così, la cosa assume tutto un altro significato, ma sarebbe meglio non parlare di volontari. A meno che non siano tali anche gli studenti dei master, o gli stagisti che svolgono un’attività non remunerata.
Potrebbe anche essere.
venerdì 7 marzo 2008
Una città da scalare
In chiusura del laboratorio organizzato a Mediaset, insieme a Marco Fallisi e Francesco Oggiano ho realizzato questo video sugli Street Boulder, arrampicatori urbani che usano le superfici verticali della città come se fossero montagne da scalare. Gli Street Boulder si danno appuntamento attraverso il sito degli organizzatori. Il luogo del ritrovo viene rivelato il giorno stesso.
giovedì 7 febbraio 2008
"Prego, si accomodi!"
Simone Savoia e Francesco Maria Del Vigo presentano domani il loro nuovo format "Prego, si accomodi!" al Grande talk in onda su Sat 2000. Cliccate qui e scoprite come votarli.
mercoledì 6 febbraio 2008
musica da salotto
Metti una sera a Milano con un artista che si esibisce per pochi intimi, in un salotto. Il camino è acceso, l’impianto rigorosamente acustico, l’atmosfera intima. Si respira molto un’aria da “quattro ragazzi e una chitarra” se non fosse che a esibirsi è Raiz, ex vocalist degli Almamegretta, ora lanciatosi in una carriera da solista.Salottolive nasce per iniziativa di Claudio Ripoli e Paola Infelice a Firenze. Ed è approdato per la prima volta a Milano lo scorso 16 gennaio. Ospiti Raiz e la sua voce poderosa. Salottolive si rifà al fenomeno degli house concert, che negli Stati Uniti sono ormai una prassi: performance organizzate a casa di un volontario che mette a disposizione la propria abitazione, prendendo contatto con il sito degli organizzatori.
domenica 20 gennaio 2008
Auguri, Dottor Spot!
Mike Bongiorno ha ricevuto la laurea honoris causa presso l'università Iulm di Milano. Mike è dottore in Televisione, Cinema e Produzione Multimediale. Il video (realizzato da Eleonora Della Ratta, Fabio Marchese Ragona, Michela Marra e dalla sottoscritta) racconta la giornata e la passione del neo dottore per la pubblicità.
Puoi guardarlo anche sull'aggregatore mediaset o sul sito del master in giornalismo dello Iulm.
mercoledì 5 dicembre 2007
Across the universe. Frullato alle fragole
In “Across the universe” la regista Julie Taymor affida la narrazione al succedersi delle canzoni dei Beatles. Mentre la storia si dipana, lancia suggestioni, fornisce indizi, attinge a tutto quel materiale simbolico con cui viene identificata la seconda metà degli anni 60 e che ormai fa parte dell’immaginario collettivo.Il film è uno shacker, in cui gli ingredienti originali si incontrano e si contaminano a vicenda, fino ad assumere forme e sapori inattesi. Così alcuni personaggi sono “ibridi”: mutuati dalla realtà, ma vestiti con altri panni, con altri nomi e identità diverse, addirittura plurime a volte.
Un esempio è il dottor Robert, interpretato da Bono, un guru lisergico ed eccentrico che ricorda il Dottor Leary, ma che curiosamente indossa un paio di occhialini tondi e vive con una donna dagli occhi a mandorla. Il village inoltre è popolato da artisti bohemienne che rimandano a Jimi Hendrix e Janis Joplin, ma che non sono mai compiutamente aderenti agli originali.
La regista non mette nel frullatore del suo film solo personaggi e atmosfere, ma anche scene di film che hanno raccontato gli anni 60 o che hanno tratto spunto dalla controcultura. C’è una scena ambientata in una sala da bowling identica a quella de “Il grande Lebowsky”. Il party a cui partecipano i protagonisti sembra quello raccontato in “The Doors”. Il riferimento è così evidente che ci si aspetta che faccia la sua apparizione Andy Warhol, proprio come accade nel film di Oliver Stone. La parte psichedelica è da “Paura e delirio a Las Vegas”.
Insomma, il film è un pastiche che ha in sé non solo la musica dei Beatles, ma anche tanto cinema. "Across the universe" dà una rappresentazione degli anni 60 attraverso la rappresentazione che ne hanno dato altri registi, con un gioco di scatole cinesi che fa capire quanto parte abbia il cinema nella percezione e nell’elaborazione simbolica della realtà.
Credo che Julie Taymor, attraverso il film abbia voluto dare voce questa intuizione. Ma se le intenzioni sono lodevoli il risultato a volte lascia perplessi. Troppe pretese, probabilmente. Sicuramente troppo lunghe le due ore dedicate alle vicissitudini dei protagonisti. Soprattutto perché alcune scene cedono all’estetica del videoclip e perdono l’anima.
Inoltre l’interpretazione canora di alcuni protagonisti non è all’altezza. Particolarmente irritante la vocina della protagonista, Lucy, che riesce nell'impresa di trasformare alcuni pezzi dei Beatles nella colonna sonora di Mary Poppins.
martedì 4 dicembre 2007
mercoledì 28 novembre 2007
L'omeopatia? E' acqua fresca
La rivista scientifica Lancet sferra un altro duro colpo all'omeopatia. La cura alternativa sarebbe sostanzialmente inefficace, utile a curare i malanni come l'acqua fresca: i risultati ottenuti con l'assunzione di farmaci omeopatici, secondo Lancet, sono da ricondurre all'effetto placebo.L'ondata anti-omeopatica non si sta diffondendo solo in Inghilterra. La società italiana di farmacologia l'ha bocciata, assieme all'agopuntura, la medicina tradizionale cinese e la fitoterapia. Nel nostro paese, sono 200 i centri ospedalieri che rimborsano questo tipo di terapie, in un momento in cui, sottolinea il presidente della Sif, le condizioni econimiche del sistema santario nazionale sono critiche.
Mesi fa abbiamo chiesto al presidente dell'istituto Mario Negri, Silvio Garattini, cosa pensasse dei farmaci omeopatici. Vedi il video.
mercoledì 21 novembre 2007
Per disattivare fastweb, straccia la carta di credito
Ho cambiato casa. Ho tentato di disattivare Fastweb: dopo un'infinità di cancelleti e asterischi e codici digitati sulla tastiera del telefono e dopo un' attesa che mi è parsa infinita un operatore ha avuto la bontà di rispondermi e di spiegarmi la PRASSI: per disattivare Fastweb bisogna mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno all'azienda che dopo un mese dovrebbe provvede a disattivare il servizio.Così almeno è sulla carta, ma so bene che non si esce mai completamente indenni dalla disattivazione di un servizio che prevede l'interazione con una tastiera per più di cinque minuti. E un mese dopo difatti, inevitabile come la morte, mi arriva un sms di Fastweb che mi informa che ci sono stati problemi con la mia pratica.
Il fatto è che ho mandato la raccomandata senza ricevuta di ritorno e non è possibile disattivare il servizio. Ma perchè?
La risposta non offre margini per una contrattazione: "E' la PRASSI". E allora cosa devo fare? Spedire di nuovo la raccomandata con ricevuta di ritorno, ovviamente. In questo modo, però la disattivazione slitta e Fastweb continuerà a prendersi i miei soldi almeno per un altro mese.
Parecchie ore e parecchie ricerche dopo, salta fuori da un cassetto la ricevuta di ritorno. Telefono di nuovo a Fastweb.
Di nuovo interagisco con una voce metallica. Di nuovo premo pulsanti, fornisco codici e vengo messa in attesa. Poi finalmente mi viene concessa l'opportunità di spiegare ad un'operatrice che l'errore è di Fastweb. Mi lasciano in attesa sì e no trenta secondi per poi ammettere che, sì, in effetti la ricevuta esiste.
Se bastava così poco a verificare, appena trenta secondi, giusto il tempo di controllare in una pila di fogli -o fingere di farlo- perchè fastweb non l'ha fatto prima? Perchè farmi perdere un pomeriggio?
Comunque sembra proprio che il grosso sia fatto, anche se l'operatore mi spiega che non sa bene quando smetterò di pagare il conto e che casomai ci sarà un conguaglio....In che senso? Non è appena stata accettata la disdetta? Cosa devo fare per NON PAGARE PIU'? Non mi rimane che disattivare la carta di credito. Sperando che la PRASSI sia meno complicata.
domenica 18 novembre 2007
Chinatown today: come viaggiano i cinesi
A cura di: Eleonora Della Ratta, Francesca Gallacci, Marco Fallisi, Stefano Joni Scarpolini e Xi Xue.
Fra marketing e e-democracy: le strategie della Casaleggio Associati

Una rivoluzione starebbe montando attraverso la rete. E si tratterrebbe di una rivoluzione sconvolgente e ineludibile, almeno a giudicare dal video che si trova sul sito della società: la clip delinea un futuro che alla Casaleggio magari piacerà, ma che non può non risultare inquietante, e talvolta persino apocalittico. La vita così come la conosciamo verrebbe rimpiazzata da una Second Life digitale, una vita virtuale che diventerebbe il più grande mercato del pianeta. La società che filosofeggia sulle sorti dell’intera umanità, parlando di una vera e propria rivoluzione dal basso, ci fa sapere dal suo sito di avere come obiettivo “lo sviluppo in Italia di una cultura della rete […] con la creazione di gruppi di pensiero e di orientamento”.
La Casaleggio insomma non ha un obiettivo filantropico, ma si occupa molto più prosaicamente –e legittim
amente- di marketing. Elabora strategie attraverso il web, offre consulenza per creare e sfruttare i social network di internet, e sviluppa social network applications, strumenti per analizzare reti di persone, i loro contatti, i loro interessi e le loro idee.In un momento i cui i consumatori sono sempre più impermeabili ai messaggi trasmessi attraverso i media tradizionali, e vi si accostano con maggiore consapevolezza e diffidenza, il web, per il marketing, rappresenta un terreno vergine dalle enormi potenzialità. Internet è infatti il contesto migliore in cui fare attecchire il marketing virale, attraverso il quale la visibilità di un brand, sia esso commerciale o politico, si diffonde attraverso il passaparola, all’interno dei social network.
Il passaparola non è un fenomeno che nasce spontaneamente, ma è indotto dalla scelta di contenuti divertenti, nuovi, spiazzanti che rappresentano il volano per diffondere il marchio. Le difese e lo scetticismo del destinatario del messaggio cadono: l’utente infatti non si sente “trattato da consumatore”, non coglie la strategia che sta dietro a un determinato contenuto e contribuisce a diffonderlo sulla rete. Ma ogni passo è stato studiato, calcolato, pianificato mediante un’accu
rata regia. Che dà all’utente l’illusione di una partecipazione dal basso, ma che con la democrazia diretta ha ben poco a che vedere.Da questo punto di vista, è ipotizzabile che anche l’organizzazione del V. day di Beppe Grillo abbia seguito gli step di una campagna di marketing virale: l’evento è stato infatti anticipato da una fase preparatoria in cui campagne come “Parlamento pulito” hanno avuto una diffusione virale sul web, incuriosendo e facendo guadagnare visibilità al personaggio e alle sue idee; in un secondo momento sono stati creati dei social network, i meet-up, legati a Grillo e al suo blog che hanno contribuito all’organizzazione del Vaffa day e alla creazione delle liste civiche certificate.
La Casaleggio pianifica strategie on line per diversi settori.
I lavori offerti dall’azienda nascono dall’elaborazione di studi e ricerche (acquistabili anche sul sito della società) basati su sondaggi, interviste, analisi delle tendenze del mercato. Questi studi analizzano l’applicazione del marketing online ai vari settori economici. Esiste anche una ricerca relativa alla politica sul web, dal titolo “I partiti politici online in Italia”. Nella preview si legge: “Gli indecisi prendono le proprie scelte nei 30 giorni precedenti le elezioni e tendono ad utilizzare tutti i media a loro disposizione per informarsi. Riuscire ad influenzare il voto degli elettori è l'obiettivo primario in periodo di elezioni”.
Francesca Gallacci e Marco Fallisi
sabato 17 novembre 2007
Prometeus: il futuro che piace alla Casaleggio
sabato 20 ottobre 2007
viral marketing: se la tv è la colonna sonora della periferia
Marco Durazzi è direttore generale della Rapp Collins-Tribal Ddb (Dbd communication). Quante sono le aziende italiane che sfruttano le potenzialità del web 2.0 per elaborare strategie di marketing? E con quale ritorno in termini di vendite?
E’ un fenomeno recente, non ci sono ancora stime precise, anche se le aziende italiane cominciano a capire le enormi potenzialità offerte da internet. Una cosa è certa : il ricorso al web 2.0 comporta un radicale cambiamento nel paradigma aziendale e in Italia non tutte le aziende sono pronte a mettersi in gioco.
Che tipo di cambiamento?
Molto profondo. La stessa organizzazione aziendale cambia pelle. In questo senso è significativo il caso Ducati: con la nascita della community e del blog, che ruotano attorno al sito dell’azienda, lo stesso direttore marketing ha cambiato funzione e nome. Adesso si chiama community manager.
Che concezione del marketing c’è dietro a scelte come quella della Ducati?
Alla base c’è l’idea della tribù, che non rappresenta un target socio-demografico, ma un gruppo di persone unite attorno a valori condivisi. Con il marketing web 2.0 le aziende si rivolgono a queste persone. L’obiettivo non è più dimostrare quanto un prodotto sia desiderabile, non vengono venduti sogni. Le aziende si limitano regalare un momento di gioco e partecipazione. il veicolo fondamentale del tribal marketing è il linguaggio, che è costruito in base alla tribù di riferimento.
Qual è dunque il destino del marketing legato ai media tradizionali?
Freccero ha detto che la tv sta diventando la colonna sonora della periferia. Sono d’accordo. Non la si guarda neppure più, la si ascolta passivamente, con una soglia d’attenzione bassissima. Il web 2.0 offre invece nuove occasioni di partecipazione e nuove potenzialità. Anche per il marketing. Inoltre sono allo studio nuovi modi di sfruttare internet. Si parla addirittura del web 3.0, che permetterebbe agli utenti di accedere alla rete attraverso degli avatar, per cercare sui siti prodotti, informazioni e notizie.
giovedì 18 ottobre 2007
Chinatown today: i cinesi ed internet
Ecco la quinta puntata di Chinatown today, il progetto di Tgcom seguito da me e dai miei compagni del master in giornalismo dello Iulm. A cura di: Simone Savoia, Stefano Joni Scarpolini, Francesca Gallacci e la mitica Xi Xue.

